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Kabutermanneken

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Bio

Il gruppo nasce da un tentativo fallito del Giopas di vendere una chitarra usata a Giulia, in una sera di fine estate (2005), tra un trancio di pizza e l'altro. Probabilmente avariati, i tranci di pizza hanno un effetto collaterale per le menti dei due giovani. Infatti ,tra una frase deleteria e l'altra, finiscono col dire "Dai..perchè non formiamo un gruppo?"..."si, dai!!Tu Giulia canti, e io suono la chitarra"...

Da qui inizia la travagliata vicenda del gruppo e ,in particolare, di quei poveri cristi che si trovano involontariamente coinvolti in questo matto esperimento. Il primo ad essere coinvolto è il compagno Dapas (cugino del Giopas), che durante la famosa sera era presente, ma completamente sotto gli effetti della pizza, e quindi inconsciamente acconsentì alla proposta e dovette così rispolverare le sue doti di bassista. Chitarrista inerba, il giovane giospelta, non si aspettava che l'occasione per mostrare le sue doti di chitarrista, cantante, artista, panettiere, poeta, scrittore, comico, architetto, ballerino, sexsymbol, filosofo ecc..., si sarebbe presentata così presto, entusiasta, con la chitarra in spalla, partì da San Rocco e prese la via per Piacenza arrivando in sala prove 2ore dopo, questa tradizione del ritardo, rimase ed è tuttora in uso.

Trovato per le vie del centro mentre si destreggiava a suonare ben undici strumenti alla volta, il giovane Giuseppe, si ritrovò ad essere la punta di diamante del gruppo per le sue doti da musicista "poliglotta", e in particolare di violinista provetto. Infine c'è lui...c'è??...probabilmente in stato di trans o dormiveglia. Soggetto a questa sindrome di sonnambulismo cronico, Roberto (già bassista degli speedball) abbandona il basso, e prende in mano le due bacchette e ,probabilmente sognando di essere un batterista, si cimenta in rocamboleschi giri di batteria.

Con Giulia alla voce femminile e Giopas alla chitarra elettrica, il quadro è completo. Ma per un gruppo così ci voleva un nome di impatto, che nome migliore allora, se non KABUTERMANNEKEN ?????????!!!!!!!!! I primi pezzi sono cover (Modena, Guccini, De André...), e altre canzoni che si rifanno al tipico reel irlandese. Dopo un anno arriva la prima canzone (Tango smango happy tango) e si sa ,le canzoni sono come le ciliege: una tira l'altra... così che il gruppo arriva ad avere tre canzoni ormai sodate, presentate già durante i concerti, e tante altre in cantiere. Le canzoni si concentrano sul testo, incomprensibile di primo acchito, ma intrinseco di significato dopo uno o due ascolti.

Infatti il gruppo non si sposta molto dalla sua tana ,in via Nasali rocca, ma si muove tra via Dante e via Manfredi, appunto per far si che il pubblico della zona, ormai diventato fanclub ufficiale, assapori fino infondo il sound della band. Data importante è il "Time to rock 2006"(exRockatomica) a Caorso, dove il gruppo fa da spalla ai DeportivoL.B.. Partecipa anche alle selezioni per "tendenze 2007", nonostante il genere musicale lasci sorpresa la giuria, per l'originalità dei testi e del sound alternativo e poco omogeneo, il gruppo non passa.

Forse lontano dalla tendenza generale dei generi musicali dei gruppi più in voga tra i giovani piacentini, i Kabutermanneken non sono ancora riusciti a debuttare a livello locale. Il nome troppo incisivo? Il ritmo troppo poco definito? Il bassista?il suono troppo elementare e poco ricercato? Discriminazione verso i magotti(giulia)? Non si sa, certo è che il gruppo ne ha ancora di strada da fare.... Presto uscira il primo demo, infatti da dicembre la band è chiusa, nei fine settimana, nel frigorifero/sala prove, e grazie alla supervisione di Alessandro Alloni e all'alternanza di inalazioni di cherosene e aria fresca, grandi prospettive per i KABUTERMANNEKEN... il resto è tutto da vedere.... è uscito il primo disco dei KABOUTERMANNEKEN "LE COSE SONO STRANE"